Lettera al Ministro Calenda

Calenda

Torino, 10 luglio 2017 Illustrissimo signor Ministro Calenda, intendo rappresentarle la drammatica situazione che, in questo momento, colpisce il settore del mini-eolico, che mi onoro di rappresentare come Presidente del CPEM, associazione nazionale dei costruttori di impianti e produttori di energia da mini-eolico. Le faccio presente che i costruttori di turbine e di componenti del minieolico sono prevalentemente italiani, con una forza lavoro stimabile in oltre tre mila dipendenti, una riconosciuta capacità tecnologica ed un forte potenziale di crescita anche sui mercati esteri. Le segnalo che più di duecento impianti mini-eolici di potenza fino a 60 kW, con accesso diretto agli incentivi, regolarmente completati e pronti ad entrare in esercizio, non hanno ottenuto la connessione da parte del gestore della rete elettrica, entro lo scorso 29 giugno, con il conseguente taglio di circa il 30% della tariffa incentivante, in base a quanto previsto dal DM 23/6/2016, e l’incapacità di sostenere il piano di rientro dei finanziamenti bancari. L’inadempienza del gestore, passibile di irrisori indennizzi, comporterà un grave danno economico tanto ai numerosi piccoli investitori che vedono in questo settore una fonte di reddito integrativo, quanto ai costruttori che rischiano di non incassare le quote a saldo delle forniture, con il prevedibile fiorire di ricorsi giudiziali.

Il CPEM che da tempo si batte per garantire la continuità del regime incentivante, chiede con forza la proroga di sei mesi del precedente regime, almeno per quegli impianti in regola con le autorizzazioni al 29 giugno 2017. Da fonte GSE Il costo degli incentivi erogati al mini-eolico ammonta a poco più di 25 milioni di €/anno pari a meno di mezzo punto percentuale del monte incentivi destinati alle FER elettriche non FV. L’emanazione di un provvedimento di proroga avrebbe un impatto del tutto trascurabile sulla bolletta elettrica, con aggravio annuale di un paio di milioni di euro, per contro, se non attuato, stante l’incertezza del regime incentivante post 2017, metterebbe in grave difficoltà gli operatori del settore.

 

Nelle ultime settimane abbiamo contattato le principali forze dell’arco parlamentare e l’ENEL, trovandole nettamente favorevoli ad un provvedimento di proroga. Questa generale presa di coscienza della grave situazione del nostro settore, da parte della politica, mi consente di sperare nella sua capacità di individuare una soluzione del problema, se non sul piano legislativo con l’emanazione di uno specifico decreto ministeriale, almeno su quello tecnico. Sono convinto, signor Ministro, che non vorrà caricarsi della responsabilità di una chiusura verso questa nostra istanza e che il suo Ministero sarà disponibile a trovare una via che porti ad una auspicabile proroga, per il bene e la sopravvivenza del nostro settore.

Iran Cpem 2016

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