Il PICCOLO VENTO

In questa fase di stallo, che caratterizza il mondo delle rinnovabili nel nostro Paese, è più che mai indispensabile che il Governo, al più presto, realizzi quanto previsto dalla Sen 2017 per evitare la pericolosa interruzione del processo di crescita delle diverse fonti. Il riferimento è al grave ritardo dell’emanazione del decreto, quasi un anno, che dovrebbe dare continuità alle politiche d’incentivazione a tutte le fonti rinnovabili fino al 2020 e che ha generato l’attuale vuoto normativo. Situazione che, invece di favorire la crescita imposta dagli accordi di Parigi, rischia di mettere in ginocchio le imprese, impegnate a costruire una prospettiva industriale per il nostro Paese. Pur nel rispetto delle specificità tecniche ed economiche dei singoli settori delle Fer, è da rimarcare l’importanza del settore che il Cpem, associazione del mini eolico, rappresenta a livello nazionale. Parlando di eolico di piccola taglia si deve riconoscere la forte connotazione industriale che questo settore, basilare per la generazione distribuita, rappresenta in Italia. Nell’ultimo quinquennio l’eolico di piccola taglia, da segmento marginale del settore  eolico tradizionale, ha assunto una propria e autonoma connotazione esprimendo valori di grande rilevanza sia in termini di numero d’impianti sia di potenza installata. Le statistiche del Gse parlano di oltre 2.800 impianti da 60
kWe, taglia maggiormente installata in Italia, corrispondenti a una potenza complessiva di circa 165 MWe, incentivati dai Dm di luglio 2012 e di giugno del 2016.

 

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Piccolo Vento

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